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La
squadriglia dei Leoni è stata formata nel 1999 da Federico
P. in collaborazione con gli squadriglieri di quell'anno: Guido A.,
Luca B., Alfredo C., Carlo D., Vincenzo S., Nicola D., Raffaele D.
Il
nome della squadriglia è stato scelto per le caratteristiche del
leone che sono anche parte integrante degli stessi componenti:
possente, agile, simpatico e sempre pronto in ogni avventura... ma
qualche volta indisciplinato!!!
Col
passare del tempo la squadriglia si è solidificata anche sotto le
intemperie del S. Giorgio dove ognuno si è impegnato tantissimo,
senza però poterlo dimostrare.
Subito
dopo il S. Giorgio la squadriglia ha iniziato a lavorare per
la specialità di squadriglia Olimpia, che è stata
raggiunta con lo svolgimento di due imprese (organizzare le
scouttiadi al c.e. , raccolta dei giochi da campo con apporto di
videocassetta) e una missione (raggiungere il bosco di capodimonte
in bicicletta e fare l'altimetria di un percorso di circa 4 km.)
Consolidato
lo spirito di squadriglia sono arrivati al campo estivo (Sepino
2000) dove per i primi sette giorni hanno detenuto il primato,
infine all'undicesimo giorno si sono classificati terzi ad un
punto dalle volpi (seconde).
Iniziato
l'anno nuovo (00/01) con il campo di apertura prima e il campo
invernale dopo, i leoni si sono messi all'opera: al C.i. hanno
dato vita all'impresa civitas "Bastia pulita" con
sottotitolo "piazza senza cicche".
Così
dopo aver fatto il campo di Pasqua solo per l'alta squadriglia si
è deciso di ripetere l'esperienza dell'anno prima non andata a
buon fine (causa maltempo) e cioè il S. giorgio con un
altro reparto, quello dell' Aversa 1. Fortunatamente il tempo ha
retto per quei 3 giorni e il campo si è potuto svolgere
tranquillamente.
...
E fu così che si arrivò al campo estivo, per alcuni luogo di
gaudio (causa imminenti passaggi in clan) per altri un pò meno (i
passanti). Per l'occasione dunque è stato scelto un campo
speciale!!! Infatti per la prima volta nella sua storia il reparto
Sirio ha partecipato al campo nazionale nautico che si è svolto a
Bracciano, sul lago, dal 27 luglio al 6 agosto. I leoni hanno
potuto così dimostrare tutta la loro preparazione nautica, nonché
quella che riguardava attività terrestri. La fiamma non poteva
essere assegnata che a loro così come il guidoncino del campo che
ne sancì la vittoria. Effettuati i passaggi, i leoni sono
tornati a casa con un nuovo caposquadriglia: Vincenzo Pennacchio,
nel frattempo passato ai leoni in uno scambio equo (Alfredo Cante)
con i cobra.
Nell’anno
successivo la squadriglia attraversò un periodo alquanto
“nero”: la nuova specialità di squadriglia scelta (campismo)
non fu raggiunta così come non furono raggiunti gli altri
obiettivi dell’anno, il campo estivo, il S.Giorgio e varie; in
compenso, però la squadriglia ne trasse beneficio sotto il
profilo dello spirito (di squadriglia) che bilanciò, quindi, un
anno, come già detto, “oscuro”.
Il
2002/2003 fu l’anno di Guido Avvisati che riuscì a riportare la
squadriglia ai livelli del primo capo Federico Pianese. Ad
eccezione della specialità di squadriglia (campismo, sempre) che
non fu raggiunta, in tutti gli altri obiettivi importanti si
raggiunse la vittoria: C.E., S.Giorgio, gara di cucina, missione.
In quell’anno, si svolse anche il Campo Nazionale E/G e la squadriglia dei leoni insieme al suo reparto Sirio, vi partecipò,
distinguendosi per stile, competenza e responsabilità. C’è da
dire che, anche se al S.Giorgio la squadriglia dominò (vinte
missione, gara di cucina e intero campo), la fiamma fu assegnata
sia ai leoni che alle volpi, entrambe arrivate in parità di punti
alla fine dell’anno. C’è da segnalare il grandissimo apporto
che, alla squadriglia, diedero i tre lupetti (Biagio D’Alterio,
Nicola Damato, Nicola Coscione) i quali portarono, vitalità,
allegria e tanta voglia di fare; senza di loro forse non si
sarebbe andati così lontani.
Dopo
il passaggio di Guido, la squadriglia era così composta:
- Caposq:
Antonio P.
- Vicecaposq:
Biagio D.
- Alfiere:
Nicola D.
- Sq.re:
Nicola C.
- Sq.re:
Roberto B.
- Sq.re:
Marco M.
Quell’anno
è stato caratterizzato dall’assenza quasi continua del caposq.
che, nonostante fosse un ottimo ragazzo, abbandonava la
squadriglia per lunghi periodi. Della sua assenza lo spirito di
squadriglia non ne ha risentito molto, anche se senza una guida,
come è ovvio, i ragazzi non sono riusciti a combinare granchè.
È significativo a questo proposito, il fatto che i Leoni fossero
ultimi in classifica prima di partire per il C.E. 2004.
Sarà forse stato l’effetto di Acquafondata (luogo dove è
stato vissuto il C.E.), ma la squadriglia si è come trasformata
vincendo ogni tipo di competizione (impresa, raid, missione,
grande gioco) e costruendo la prima sopraelevata della sua
storia. Furono le aquile a stargli alle costole, ma dopo tre
quarti di campo anch’esse dovettero arrendersi all’inarrestabile
furia dei Leoni. Fu l’orgoglio che spinse la sq., che secondo i
pronostici non sarebbe riuscita in molto, a far vedere di che
pasta fossero fatti; vennero fuori le doti di tutti, Antonio e
Biagio, che non si sa come avevano formato un formidabile
tandem capo-vice, davano sicurezza, gioia e divertimento
alla sq. tutta, facendo crescere tutti in reparto e in
squadriglia. L’evento notevole da registrare per il 2004 è stato
il S.Giorgio di zona (Liternum) tenutosi a Bucciano.
Nola. Campo dei passaggi. Anno 2003-2004, fine. Anno 2004-2005,
inizio. Dopo i passaggi, che vide in Antonio Pragliola per i
leoni un nuovo membro del noviziato, la sq. era così composta:
-
Caposq: Biagio D.
-
Vicecaposq: Marco M.
-
Alfiere: Nicola D.
-
Squadriglieri: Nicola C., Roberto B.
Nessun lupetto che passò andò nei Leoni, Falchi e Cobra avevano
già fatto il pieno. Ma ci fu un nuovo componente per la sq.,
Alexander. All’inizio la sq. andava non malissimo e il
caposq. continuava a essere fiducioso.
Campo invernale. La sq. Leoni parte per il Campo
Invernale con Alexander che non si era ancora integrato in sq. e
così decide di porsi tale obiettivo. I Leoni iniziano il campo a
testa alta, ma furono troppe le vicissitudini che “fecero loro
calare la cresta”: dalle incompresioni tra capo e vice alla
difficoltà da parte di Nicola C., Nicola D. e Roberto di
accettare la figura di Biagio come caposq. Intanto la sq. Cobra
non se la passava benissimo e in breve tempo sia Felice che
Pasquale (Capo e Vice) decisero di lasciare. I Cobra si
sciolsero e ciò porto a un stravolgimento delle sq.
maschili. I COBRA si sciolsero e vennero mischiate le carte in
tavola:
LEONI:
-
Caposq.: Biagio D.
-
Vicecaposq.: Daniele D.C.
-
Alfiere: Nicola D.
-
Squadriglieri: Alexander L., Walter B., Antonio M.,
Luca F.
Con il rimescolamento, Nicola C. e Roberto passano nei Falchi.
La cosa è abbastanza difficile da accettare, ma la sq. trova la
forza per andare a vanti.
L’unica nota positiva di quest’anno, l’unico raggio di sole tra
le tante nuvole, fu la specialità di sq. I Leoni non la
vincevano dai tempi di Federico (Olympia); la sq. raggiunse la
specialità in Campismo, scelta anche per riscattare quella
specialità che due anni prima non arrivò, nonostante tutto. Le
imprese furono una torretta a due piani ed un percorso Hebert
fatto al S. Giorgio; come missione fu affidata loro la
sistemazione di un’aiuola. Come si può capire una parte della
specialità fu fatta dalla prima sq., l’altra da quella dopo lo
scioglimento dei Cobra, ma i complimenti devono essere fatti
a tutti!!
Finito l’anno, così come da tre anni accadeva, Nola si
riconferma il "luogo dei passaggi”, dove i pianti, le lacrime, i
saluti conclusivi trovano facilmente campo fertile. Stranamente
non questa volta: la squadriglia Leoni non vedeva alcun membro
lasciare il reparto per poi incamminarsi verso il clan. L’anno
prima il caposquadriglia era Biagio, che comunque non aveva
ancora l’età per questo cambiamento. I Leoni arrivano a Nola
2005 costituita da soli tre membri: Biagio D’Alterio (allora
caposquadriglia e pronto per un secondo anno in con.ca.); Walter
Bellucci (il quale, uscito malconcio dallo scioglimento dei
Cobra, era pronto per un anno da vice); Nicola Damato (colpito
nell’orgoglio da un anno non di certo brillante). Per i Leoni
quel campo di gruppo servì molto a mettere in chiaro concetti
che il caposquadriglia seppe spiegare ed incidere nelle menti
dei due; un patto, una voglia di rivincita comune e di
riscatto, voglia di lasciarsi un anno andato male alle
spalle e ricominciare… da zero.
I lupetti che passavamo dal branco al reparto non erano molti, e
i leoni non se li fece comunque scappare. Dal branco ai Leoni
passarono infatti l’instancabile Giulio P. e l’indomabile
Giovanni P.. A loro si aggiunse anche un reduce dei
Falchi: Pasquale A. Come quasi sempre accade Biagio
spiega ai suoi piedi teneri alcune dinamiche del reparto, forse
riuscendo già da allora a penetrare nelle loro menti e a
lasciare un po’ del progetto che aveva in mente. La squadriglia
non dà segni importanti, troppo presto, ancora troppo freddi e
distaccati, non ancora abituati allo stile Leoni.
A questi componenti si aggiunse un ragazzo non proveniente dal
Branco: Felice G.
Ecco al completo i Leoni versione 2005-2006:
-
Caposq.: Biagio D.
-
Vicecaposq.: Walter B.
-
Squadriglieri:Nicola, Pasquale A., Felice G., Giulio
P., Giovanni P.
Campo invernale. La novità? La Comunità Capi decide
di far vivere questo campo invernale a tutte e tre le branche in
un unico posto, organizzando così un campo invernale di
gruppo. Un’altra novità riguardava il nostro reparto, e come
si sarebbe svolta la gara per la fiamma. Ogni mese ci
sarebbe stata una squadriglia vincitrice, che avrebbe ottenuto
una pezzuola. I vincitori dei vari campi avrebbero
ottenuto una pezzuola extra, di doppio valore rispetto a quelle
assegnate mensilmente. I Leoni arrivano al c.i. già in testa
alla classifica, essendosi aggiudicati la pezzuola di Novembre.
La squadriglia arriva al campo con uno spirito di squadriglia
molto alto ed una voglia infinita di continuare a far bene.
Vincono parecchie attività, non in maniera esagerata, ma il loro
distacco e la loro preparazione danno loro una marcia in più
rispetto alle altre squadriglie. Arrivò quindi anche la
vittoria del campo invernale che così facendo vedeva già
dopo due o tre mesi di attività i Leoni parecchio in alto.
Con 15pt di distacco da tutti gli altri, i Leoni si lasciano
cullare sugli allori e permettono ad altre squadriglie come
Falchi e Tigri di recuperare terreno e conquistare così una
pezzuola del mese a testa (con valenza di 5pt). Così facendo le
due squadriglie sopra citate si portano a 10pt dalla vetta e
fanno scendere di un gradino Volpi e Aquile che ancora
arrancavano. Il furbo caposquadriglia, capendo di non avere più
quella marcia superiore, decide di far crescere in quest’arco di
tempo la propria squadriglia dal punto di vista dell’armonia,
risolvendo piccoli problemi sulla base della complicità che si
stava creando.
S. Giorgio. Una novità tira l’altra: e così al S. Giorgio
viene ospitata una squadriglia del Napoli XX, che vive il
campo con noi; la squadriglia Scoiattoli lega parecchio
con i leoni e le tigri. Quest’ultime, dopo la schiacciante
conquista della pezzuola del mese, erano parecchio agguerrite e
sicure di far bene. I Leoni tirano fuori l’orgoglio e non ci
stanno a sottomettersi. La squadriglia infatti ritrova al S.
Giorgio quella marcia in più che per due mesi aveva perso,
curando i dettagli e diventando una squadriglia perfezionista,
sulla base del gioco e del divertimento, e retta in piedi da
quei due pilastri quale il capo ed il vice che nessuno riusciva
ad abbattere. Iniziano da qui le pure amicizie, al di là
dell’essere scout e di stare in una squadriglia stessa. I primi
soprannomi (pelopita, tarançula, purpett, bibitaro, l’uomo dei
boschi..), i primi scherzi ed i passatempi (torneo di “chi
riesce a tenere più a lungo possibile il guidone sul palmo della
mano”). I Leoni risultano ancora una volta vincitori: con 20pt
di distacco nei Leoni si aleggia ormai aria di record, di
un’annata senza precedenti, di un’annata destinata a rimanere
nella storia. E così tutti i componenti della squadriglia
iniziano ad essere fiduciosi, sperando di chiudere l’anno in
bellezza, con la vittoria della fiamma che sarebbe tornata dopo
due anni consecutivi ed uno di stop.
Dopo 4 anni il reparto Sirio del Sud ritorna a Sepino per
il c.e. La sq. Leoni arriva a Sepino molto carica ed il capo e
il vice sono parecchi fiduciosi sui propri ragazzi. I
pronostici son fatti per essere superati, ma come spesso capita
c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. Tutte le
squadriglie arrivano al c.e. molto agguerrite, pronte a dare
battaglia a quei leoni che erano riusciti a racimolare parecchi
punti; gli stessi leoni di tutto l’anno, che vincono parecchie (troppe)
competizioni: raid, gioco 24h (con una scenetta che rimarrà
nella storia), percorso Hebert (Biagio = I posto) e la maggior
parte dei giochi. Il primi due giorni se li contendono le
squadriglie maschili, una volta i falchi ed una i leoni; poi c’è
stato un dominio delle Tigri, durato cinque giorni, con i leoni
subito dietro, con le volpi al terzo posto , seguite da Aquile e
Falchi.
Dopo varie vicissitudini i Leoni si promettono di riuscire a
vincere il campo anche senza la necessità delle pezzuole e dei
punti accumulati durante l’anno.
Alla fine arriva la fatidica proclamazione dei vincitori,
quella proclamazione che ci permette ora di poter vedere quattro
stelline sul logo di squadriglia.
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